«Un Bene Culturale Immateriale», con queste parole l'Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) ha annunciato il 30 settembre 2009 l'inserimento del Tango Argentino nel Patrimonio dell'Umanità. La motivazione: «personifica sia la diversità culturale, sia il dialogo. Rappresenta l'essenza di una comunità e pertanto merita di essere salvaguardato».

Il Tango Argentino è una danza di coppia unica nel suo genere perché raggiunge una libertà espressiva inaccessibile ad altri balli di coppia. E’ danza d’improvvisazione e le sue potenzialità espressive sono amplissime. La postura del tango richiama la necessità di imparare a stare ciascuno sul suo asse, saldo sui propri piedi. Ognuno è responsabile del suo equilibrio, senza però perdere la connessione con l’altro attraverso l’abbraccio, e quindi l’attenzione alla relazione. Uno stare in asse dinamico che implica la disponibilità e necessità di ascoltare chi ci sta di fronte.

Il tango è, infatti, un ballo di relazione, basato su una comunicazione corporea, non verbale, per questo si dice che nel tango non si può mentire, perché il corpo non mente.

Il Prof. Federico Trossero, fondatore della Tangoterapia in Argentina, e il Dott. Massimo Habib, fondatore del Tango Olistico (Tangoterapia) in Italia, affermano che una persona balla esattamente come è.  Per questo ballare tango può diventare una preziosa occasione per conoscere meglio se stessi, riscoprire parti di sé dimenticate, oltre che essere uno spazio espressivo, creativo. La valenza “introspettiva” del tango si manifesta soltanto se c’è una volontà di utilizzare il momento del ballo non solo come divertimento, ma anche come tempo e spazio di osservazione. Quest’ultima ci permette di comprendere meglio il nostro modo di relazionarci all’altro, oltre che a noi stessi.

La particolare postura del tango, infatti, ci invita a capire come stiamo in relazione con chi abbiamo davanti: siamo aperti o chiusi? Siamo pronti a dare e ricevere? Siamo disposti a lasciarci guidare e a guidare? La relazione di coppia sviluppata nel tango aiuta, infatti, a lavorare sulla dialettica dipendenza-autonomia, attività-passività, sulla necessità di imparare a individuarsi e a fondersi senza perdersi.

Nel tango non vi è mai imposizione o sottomissione, ma comunicazione, continui feedback tra uomo e donna. Il tango è un’educazione all’ascolto reciproco, alla fiducia, al sentirsi, al dialogare, altrimenti non è possibile ballare piacevolmente, ma soprattutto stando in relazione. Queste qualità sono anche alla base di qualsiasi relazione nella vita di tutti i giorni. Il tango può quindi essere un’occasione per allenarsi gradualmente a tutto questo, in maniera leggera, divertente, pur mettendosi in gioco.

Negli ultimi anni il Tango è anche utilizzato sempre più come strumento terapeutico per le sue valenze di contatto corporeo dinamico, possibilità infinita d’improvvisazione e di espressione creativa. In generale è utile per le persone che tendono all’ipercontrollo e alla rigidità, per chi ha sempre il “cuore in gola”, per chi frena e centellina le emozioni perché ne teme l’intensità, l’imprevedibilità, l’incontrollabilità (vedi fascicolo Riza Psicosomatica).

Secondo uno studio australiano “la combinazione dell’esercizio, dell’interazione sociale e dell’intensa concentrazione allevia la depressione e un’ampia gamma di sintomi associati, quali l’insonnia e gli altri disturbi del sonno” spiega la psicologa Rosa Pinniger dell’University del New England che ha creato l’Institute of Tango Therapy.

La Tangoterapia, una psicoterapia a mediazione corporea messa a punto dal Prof. Federico Trossero dell’Università di Rosario (Argentina), nasce in Argentina nel 2008 con l'organizzazione del primo Congresso Internazionale di Tangoterapia. In contemporanea nasce l'Associazione Internazionale di Terapeuti di Tangoterapia (IATTT) con sede a Cardiff (UK).

Oggi la Tangoterapia è già portata avanti in diversi ospedali italiani all’avanguardia per la cura delle malattie neurodegenerative, come l’Ospedale Auxlogico di Piancavallo (VB) e l’Ospedale San Giuseppe di Milano, dove il Tango è stato introdotto nei protocolli clinici come ri-allenamento allo sforzo/riabilitazione in pazienti con patologie respiratorie e cardiocircolatorie e per persone affette da problemi dell’equilibrio, del controllo della postura di origine ortopedica e di natura neurologica come Sclerosi Multipla e Morbo di Parkinson. Soprattutto su quest’ultima patologia si sono concentrati i maggiori studi con risultati sorprendenti. Il Tango per la particolare modalità tecnica di esecuzione dei passi obbliga a migliorare la consapevolezza del corpo, con un costante e progressivo miglioramento dell’equilibrio, della postura e della qualità del movimento.

Il TangoOlistico® e la Tangoterapia® nascono in Italia grazie a Massimo Habib, Counselor e Tango Terapeuta con esperienze importanti anche nel campo delle patologie. Habib nel 2008 diventa cofondatore della International Association of Tangotherapy Therapists (IATT) di Cardiff (UK) e da quel momento promuove in Italia la disciplina del TangoOlistico®, particolare fusione dei principi della Gestalt Therapy con alcuni elementi fondamentali del Tango Argentino, con l’obiettivo di promuovere un nuovo strumento di lavoro su di sé, teso al raggiungimento di un più elevato equilibrio di benessere.

Danzare tango facilita, inoltre, le relazioni e la socializzazione in generale, può essere d’aiuto per persone molto mentali, ma anche ansiose che hanno difficoltà a “lasciarsi andare” al piacere in generale, così come per le persone aggressive, abituate a comandare, per chi è insicuro e timido.

Se nella coppia insorgono freddezza e forme d’incomunicabilità, il tango può aiutare a creare nuovi equilibri poiché utilizza un linguaggio corporeo ed emotivo totalmente diverso da quello normale.

La musica del tango essendo molto fruibile a livello emotivo è in grado di provocare uno stato di piacere intenso facendo aumentare il livello di endorfine. I ricercatori della McGill University di Montreal confermano che le caratteristiche musicali del tango risultano essere distensive e al contempo tonificanti e che attiverebbero l’area limbica del cervello con ricadute interessanti sulle emozioni, ma anche sui centri della memoria. Le combinazioni motorie tipiche del tango unite a quelle più creative e personali stimolerebbero memoria e agilità mentale. L’esercizio della creatività nel tango aumenterebbe il grado di attivazione reciproca delle cellule nervose. L’effetto più immediato è un generale innalzamento del livello della percezione e dell’intensità delle emozioni.

Maria Calzolari

(Presidente Asd OliTango di Bologna, Operatrice di TangoOlistico®, Maestra di Tango Argentino, Sociologa sanitaria, scrittrice)

 

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