Chi mai saprà quello che mi è capitato qui?” è la scritta ritrovata su una pietra anonima, realizzata con un chiodo da un prigioniero di Aushwitz. Il 27 gennaio 1945, esattamente 70 anni fa, le truppe sovietiche, nell’ambito dell’offensiva verso Berlino, arrivano nella cittadina polacca di Auschwitz e scoprono un campo di concentramento. Aprendone i cancelli, sui quali svetta beffarda la scritta “Arbeit macht frei” (Il lavoro rende liberi), rivelano al mondo il genocidio nazista, perpetrato dalla Germania e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei d'Europa.

IO NON DIMENTICO!

Non è soltanto il mio pensiero, che in questa giornata vola quasi come una risposta, seppur piccola, a quel prigioniero e alle 15 milioni di vittime dell’Olocausto. “IO NON DIMENTICO” è il titolo della CAMPAGNA promossa dall’Associazione “UN PONTE PER ANNE FRANK”, in occasione della giornata della memoria, che si celebra il 27 gennaio.

 

Sofia Domino, scrittrice emergente da sempre appassionata dal tema della Shoah e in particolare dalla storia di Anne Frank, dopo la pubblicazione dei romanzi “Quando dal cielo cadevano le stelle” e “Come lacrime nella pioggia” fonda l’Associazione “UN PONTE PER ANNE FRANK” che si prefigge l’obiettivo di educare i giovani, ma non solo, su uno dei periodi più bui della nostra Storia, promuovendo la pace e il rispetto verso il prossimo, ispirandosi agli ideali di Anne Frank. Anne Frank era una giovane ragazzina ebrea che durante l’epoca del nazismo, prigioniera nei capi di sterminio, attraverso il suo memorabile diario chiedeva soltanto di poter crescere: “Mi hanno tagliato i capelli, non ci danno niente da mangiare, non diventerò mai grande”. E nonostante la guerra, cercava di vedere il meglio nelle persone.

Sofia Domino ed io, accomunate dall’amore per la scrittura e dall’interesse per questo periodo storico, apparteniamo all'ultima generazione che ha la possibilità di essere in contatto con i sopravvissuti alla Shoah. Spetta a noi oggi tramandare le loro testimonianze, e così di generazione in generazione, affinché tali atrocità non siano più ripetute.

In pochi mesi l’associazione “UN PONTE PER ANNE FRANK”, con sede nella provincia di Livorno, in Toscana, ha incontrato l’interesse dei cittadini e ha instaurato importanti collaborazioni con i sopravvissuti alla Shoah, e con associazioni e fondazioni nazionali e internazionali che condividono i suoi stessi ideali, ricevendo il supporto di Buddy Elias, cugino di Anne Frank e ultimo membro della sua famiglia ancora in vita, che giornalmente s'impegna a tramandare i messaggi e gli ideali di Anne Frank.

“Incoraggiamo a lottare per un mondo migliore, privo di discriminazioni, violenze, ingiustizie, intolleranza e indifferenza”, dice Sofia Domino, attraverso incontri nelle scuole, organizzando o partecipando a eventi mirati, ideando iniziative esclusive, campagne di sensibilizzazione e viaggi, come il Treno della Memoria 2015, che da gennaio consentirà un’esperienza indimenticabile per chi vorrà visitare il campo di concentramento Auschwitz-Birkenau e dire “Io c’ero e ho visto. Io non dimentico". Uno spazio di conoscenza, un viaggio nella storia e nella memoria attraverso un percorso educativo capace di coniugare attività ludiche, testimonianze dirette della storia, incontri e laboratori verso la finalità, chiara e condivisa con i partecipanti, di formare nuovi cittadini attivi nel costruire la realtà che li circonda.

Personalmente mi ha sempre incuriosito il periodo storico del nazismo, soprattutto da adolescente. Ho letto tanti libri sul tema: “Olocausto”, “Se questo è un uomo”, “La tregua”, “Il diario di Anne Frank”, “La notte” e visto diversi film: “Schindler List”, “La Vita è bella”, “Mi ricordo di Anne Frank”, “Train de vie”, “Jona che visse nella balena”, “Il bambino con il pigiama a righe” e ogni volta sorgeva in me la stessa domanda: “Come è stato possibile?”. E’ talmente scioccante ciò che accadde. Una risposta compiuta, in fondo, non l’ho mai trovata. Primo Levi, che proprio ad Auschwitz fu deportato in quanto ebreo, disse: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessarioTutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverloLa memoria è come il mare: può restituire brandelli di rottami a distanza di anni". Il passato deve avere un suo posto. Senza conoscenza non può esistere consapevolezza e la consapevolezza è alla base dell’evoluzione della coscienza umana.

Quando chiesero a Primo Levi: "Come nascono i lager?” lui disse: “Facendo finta di nulla". Quello che possiamo fare noi, oggi, a distanza di 70 anni dalla Shoa è ricordare, parlarne, raccontare a chi verrà dopo di noi e non potrà più sentire la voce dei superstiti. Quello che possiamo fare noi è non far finta di nulla. E almeno in questo giorno ritagliarci uno spazio, piccolo o grande che sia, per ricordare chi, senza colpa alcuna, non c’è più e donare rispetto a chi, superstite, ha dovuto fare i conti una vita intera con un’esperienza traumatizzante e ricordi angosciosi. Sul muro di Auschwitz è riportata questa scritta: "se Dio esiste dovrà chiedermi scusa".

Non possiamo cambiare il passato, ma ricordarlo sì, perché non debba più accadere nulla di simile. E allora il mio grazie va anche a Sofia, che a soli 27 anni quel “IO NON DIMENTICO!” lo ripete ogni giorno, attraverso la passione con la quale porta avanti i progetti della sua associazione “UN PONTE PER ANNE FRANK”. I ponti uniscono il prima al dopo, sono le trait d’union nella vita, e sono necessari per ricordarci da dove arriviamo e fare di quel ricordo la base per costruire il presente che vogliamo, guardando al futuro con occhi di speranza, per un mondo migliore.

 

 

 

Commenti  

#1 Super User 2017-06-20 23:25
Ciao Dario, grazie per il tuo contributo. Un saluto a te!
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